LE COSTE – ROSSO

34,00

SANGIOVESE, CANAIOLO, CILIEGIOLO, ALCOL 13,5%, LAZIO, GRADOLI

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Descrizione

Prodotto con uve sangiovese, (conosciuto come greghetto nella nostra zona, con riferimento alla vecchia selezione massale) con piccole percentuali di vitigni tradizionalmente compiantati, ciliegiolo, cannaiolo e vaiano, provenienti da diversi vigneti. Rappresenta il nostro concetto di “rosso base”, un vino che si può bere giovane, esprimendosi su frutto e fragranza, o con qualche anno di invecchiamento, più armonico e con la più complessa e tipica espressione terziaria del sangiovese. Le uve sono diraspate 100%, messe in tino troncoconico di rovere, dove fermentano a contatto con le bucce per circa tre settimane. A fine fermentazione viene messo in botti di castagno, legno tipico della zona, dove affina per circa 10 mesi, per poi sostare ulteriori 6 mesi in bottiglia prima dell’imbottigliamento.

 

LA CANTINA

L’azienda agricola Le Coste nasce da un progetto che parte da zero, mosso da grande passione e voglia di rivalutare un territorio magnifico. L’inizio coincide con l’acquisto nel febbraio 2004 di un terreno di tre ettari a Gradoli in località « Le Coste », in stato d’abbandono da più di vent’anni, una volta un “giardino” coltivato a vite ed ulivi.

Titolari e fulcro di questo progetto sono: Clementine Bouveron, nata in Francia, diplomata in viticultura ed enologia a Macon, laureata alla scuola enologica di Bordeaux, ingegnere agronomo. Appassionata di agricoltura sin da giovane, amante del vino e della cucina, durante e dopo gli studi ha fatto varie esperienze presso viticultori francesi, quali Bruno Schueller, Gérald Oustric, domaine de Trevallon, Dominique Hauvette, Thierry Allemand. Ormai da   quasi 20 anni lavora a tempo pieno in azienda, ama stare nelle vigne, si occupa di tutto ciò che riguarda le piante e gli animali.

Gian Marco Antonuzi, laureato in legge, sommelier e appassionato di vino sin da giovanissimo, ha fatto varie esperienze in Francia cercando di capire meglio cosa ci fosse dietro una bottiglia di vino, innamorandosi completamente di tutti quei fattori che determinano la produzione di un vino fatto solo con l’uva. Ha lavorato per quattro stagioni in Francia, cominciando con Schueller in Alsazia, poi Didier Barral in Languedoc, Dard e Ribo nella Valle del Rodano, facendo una vendemmia in Beaujolais con Jean Paul Thévenet e Marcel Lapierre. Finisce l’esperienza nel 2005 lavorando  in cantina per Philippe Pacalet, in Borgogna, quando già il progetto Le Coste era partito. Ostinato bevitore, appassionato di trattori e di terra, si occupa perlopiù di fare il vino e della gestione del suolo.

Oggi l’azienda è cresciuta e si estende su più di 30 ettari, 7 di vigna piantata da noi in questi 15 anni, 3 di vecchie vigne in affitto dal 2005 (40/60 anni), 4 di uliveto, 2 di prato da pascolo, 1 di bosco, 4 ettari di vecchie terrazze, oggi macchia selvatica, ma col progetto futuro di ripulirle per riproporre, come era una volta, sistemi promiscui di coltivazioni e l’allevamento di varietà locali di animali da carne e da latte.

L’azienda agricola Le Coste si trova a Gradoli, in provincia di Viterbo, al confine con la Toscana e con l’Umbria, a 40 km dalla costa tirrenica e a circa 140 km a nord di Roma. È situata in collina, a più 450 metri s.l.m., sopra il lago di Bolsena, di recente formazione vulcanica (circa 1 milione di anni fa). I terreni sono composti maggiormente da un suolo sciolto, lapilloso, tufaceo, ricco di sostanze minerali e ferrose, che può cambiare lievemente nella struttura e composizione da una particella all’altra, risultato della lunga eruzione piroclastica che ha creato differenti stratificazioni a seconda dell’altitudine e dell’esposizione.

Su tutta la proprietà si pratica un’agricoltura “naturale”, certificata biologica, rispettosa dei principi della biodinamica, ma soprattutto sensibile al rispetto della natura, tesa al raggiungimento di un equilibrio naturale che in ogni caso la pratica di una cultura intensiva perturba. A tal fine favoriamo un’agricoltura promiscua: vite, ulivi, alberi da frutto, bosco, prato e seminativo.

LE VIGNE

Dopo un anno di studio e ripulitura del terreno, la prima piantagione nasce in località Le Coste nel 2005 con l’obbiettivo di creare un vigneto che da subito si possa esprimere con un prodotto di alta qualità, ma che sia anche sano e duraturo, dove le piante, sin dalla loro messa a dimora, crescano in equilibrio ed in salute. È stato scelto un sesto di impianto ad alta densità (10000 piante/ettaro), come alcuni dei vigneti di una volta, per favorire fra le piante una sana concorrenza ed una autolimitazione nella produzione. La piantagione è composta di un terzo di talee franche di piede e due terzi di portainnesti innestati in campo “a occhio dormiente” il mese di agosto 2006.

Nel 2009, nel bel mezzo di un uliveto secolare, in un anfiteatro esposto sud est. a circa 480 metri slm, abbiamo sviluppato un progetto e una ricerca sul comportamento della varietà pinot nero su terreno vulcanico. Il vigneto sperimentale, circa 2000 m², è situato in un luogo chiamato Piancabella, nome derivante dalla particolare formazione del suolo, detta pianca,  risultato della stratificazione dovuta all’eruzione piroclastica.

L’impianto è a spalliera con allevamento a guyot, con una densità di 7000 piante/ha, composto con barbatelle innestate a spacco inglese, derivanti da una selezione massale di pinot nero preso in Alsazia da Schueller e Meyer.

Con l’annata 2014 abbiamo vinificato il primo pinot, già da subito espressivo dei caratteri scuri e affumicati dei suoli vulcanici e ad oggi siamo convinti di poter ampliare l’esperimento concentrandosi nel futuro su quei vitigni, come il pinot nero, rilevatori della massima espressione di un territorio.

Poi nel 2010 abbiamo piantato su un terreno che guarda Le Coste, denominato “La Chiesa” (poiché nel passato era vigna di proprietà della chiesa), 7000 m² con la stessa selezione massale, la stessa tecnica d’innesto ad occhio e lo stesso sistema d’allevamento ad alberello del cru Le Coste, ma con un sesto d’impianto quadrato: 130×130.

Nel 2014,  a conclusione del progetto ad alberello ad alta densità, abbiamo piantato l’ultima terrazza de Le Coste, la più bassa, esposta a sud.est, circa 6000 m², con sangiovese, aleatico e vermentino, sempre ad alberello con palo tutore, con densità di 7500 piante/ettaro.

Quindi,  dal 2015 ne abbiamo sviluppato uno nuovo, diverso, ispirato al più classico sistema di allevamento a spalliera e sistema di potatura a guyot, con una densità di 5-6000 piante/ettaro, per cercare di ottenere uva di massima qualità ma con una resa media di circa 1-1,5 kg/pianta. L’idea è di creare una base di produzione per le etichette BIANCO, ROSSO e ROSATO, cercando anche di meccanizzare un po’ di più le lavorazioni nei vigneti, soprattutto per il controllo delle erbe e trattamenti fitosanitari. La prima vigna legata a questo progetto l’abbiamo piantata proprio nel 2015 su uno storico appezzamento, oggi di nostra proprietà, denominato Vigna Grande, nel tempo vigneto piantato promiscuo tra le file di olivi secolari della varietà Canino. In seguito ad un incendio nel 2012, l’uliveto è andato pressocché totalmente distrutto e abbiamo deciso di ripiantare il terreno quasi interamente a vigneto, circa 1,5 ettari. Dedicato a fare una base per il nostro BIANCO, le varietà piantate sono il Procanico nostrano e poi tutte le vecchie varietà di bianco che negli anni abbiamo sempre trovato mischiate nei vecchi vigneti da noi condotti in affitto: malvasia di candia, malvasia toscana, vermentino, roscetto, pedino, romanesco, greco e ansonica. Ci sono anche 2000 m² di moscato antico, col quale produciamo parte del DUE M.

Poi, nel 2016 abbiamo acquistato un terreno di un ettaro a 480 metri, nella zona delle “Quercennali”, con una composizione di suolo più ricca di argille rosse del normale, adatto per la produzione del nostro ROSSO. Anch’esso una volta era un vigneto, ma da anni pascolo e, dopo un’adeguata preparazione, lo abbiamo piantato con una selezione di sangiovese nostrano per la produzione del ROSSO, insieme a qualche filare di syrah e pinot nero per portare avanti la nostra passione e sperimentazione per alcuni vitigni francesi. Sesto d’impianto 2,20×0,8, circa 5600 piante ad ettaro, è allevato a spalliera e potato a guyot.

Nel 2017 abbiamo acquistato un altro terreno vicino a quello del ROSSO, stessa altitudine, ma con un suolo più sciolto e sassoso, più adatto al nostro Aleatico, con un’esposizione ed una resa giusta per fare la base del ROSATO. Sempre con densità di 5600 piante ad ettaro, anch’esso allevato a spalliera con sistema di potatura a guyot.

Nel 2019 abbiamo acquistato, sempre in località Quercennali, un ulteriore ettaro di terra, adiacente alle particelle di Sangiovese ed Aleatico, dove abbiamo già piantato l’Aleatico per il Primeur o Rosato, e preparato un mezzo ettaro per piantarci nel 2022 vermentino ed ansonica.

Sin dall’inizio della nostra avventura, in attesa dell’entrata in produzione delle prime vigne piantate alle Coste, abbiamo coltivato in affitto circa 3 ettari di vecchie vigne nelle colline sovrastanti il lago di Bolsena. Alcune, come le esigenze dell’epoca favorivano, sono coltivate su strette terrazze, dette “rasole”, altre su poggi più ampi con un sistema promiscuo agli alberi da frutto e agli ulivi. Sono state utili per iniziare a produrre da subito e capire meglio il territorio ed i vitigni, ma anche per selezionare le vecchie varietà che con la viticultura moderna degli ultimi tempi sono a rischio di estinzione.

Informazioni aggiuntive

provenienza vino

vino

Rosso

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